DS Automobiles: vendite -37,7% in Francia, -17,9% in Italia

Il marchio che fa parte del Gruppo Stellantis e esprime l’arte del savoir-faire fatica a trovare clienti soprattutto in Francia, un Paese dove per i prodotti nazionali c’è più di un occhio di riguardo. Come rilanciarlo? Si parte con l’ammiraglia elettrica N°8, prodotta in Italia 

Per scaricare il listino di DS N°8 clicca qui t.ly/gcmrF

Nessuna polemica, solo numeri, cioè le vendite: nei primi 3 mesi 2025 DS Automobiles ha totalizzato in Francia 3.652 immatricolazioni, con una flessione di quasi il 40% (-37,7%), mentre nel 2024 il calo è stato del 22,4% rispetto al 2023. Sono numeri che parlano da soli: a quanto pare, il marchio francese che esprime l’arte del savoir-faire piace poco ai connazionali, spesso (a volte parecchio) molto affezionati a tutto ciò che si produce nel Paese della grandeur. 

In Italia, nei primi 3 mesi 2025, DS ha immatricolato 1.381 unità, con una flessione del 17,9%; nel 2024 invece il calo è stato del 22,7%: sempre flessioni a doppia cifra. La gamma, ad oggi, comprende DS 3, un crossover lungo 4,12 metri, DS 4, che è un’originale berlina 5 porte più alta da terra lunga 4,40 metri e il Suv di prestigio DS 7. A questi modelli si aggiunge, da quest’anno, la nuova ammiraglia solo elettrica N° 8 lunga 4,82 metri e commercializzata in 3 versioni: con batteria da 74 kWh, trazione anteriore e 230 Cv per un’autonomia dichiarata di 572 km, con batteria da 97,2 kWh, trazione anteriore, 245 Cv e autonomia dichiarata di 750 km, con batteria da 97,2 kWh, 2 motori elettrici, trazione integrale, 350 Cv complessivi per un’autonomia dichiarata di 688 km. I prezzi di listino per l'Italia partono da 58.900 euro, chiavi in mano. 

DS N°8 è prodotta in Italia, nello stabilimento Stellantis di Melfi (PZ). È una DS lussuosa ma anche costosa. Piacerà? Ce lo auguriamo, anche perché è prodotta da noi e chi scrive ha molto a cuore i posti di lavoro nelle fabbriche del nostro Paese. In Italia sappiamo disegnare bene le macchine e produrle altrettanto bene. Se poi un nuovo modello non ha successo sul mercato, l’ultima persona cui dare la colpa è la tuta blu che lavora alla catena di montaggio. Certo che rilanciare un marchio cominciando da un modello che con ogni probabilità sarà il più caro della gamma e per giunta solo elettrico è davvero una bella scommessa.

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