Stellantis: sarà Luca Maestri (Apple), il nuovo Ceo?
Sono voci, già smentite ufficialmente, ma il suo nome circola da tempo. Chi è Luca Maestri, il top manager italiano che potrebbe diventare il nuovo Ceo del gruppo al posto di Carlos Tavares? Non è Draghi, ma nel suo mondo è un drago
Sono voci, che Stellantis ha già seccamente smentito così: “fake news” cioè tutte balle, ma il suo nome, Luca Maestri, circola da tempo. A volerlo, come nuovo Ceo del Gruppo al posto del dimissionario Tavares, sarebbe John Elkann in persona. Se andrà così ci farà piacere, per tanti motivi. È italiano, de Roma, dal 2013 è vicepresidente e Chief Financial Officer, cioè capo finanziario, di Apple, cariche che lascerà alla fine di quest’anno.
Un vero super manager, capace di amministrare le finanze e una cassa di 230 miliardi di dollari, più o meno. Con un obiettivo semplice e chiaro: “fare i prodotti migliori al mondo per dare la migliore esperienza ai clienti”. “Concetti semplici, ma avere l’ossessione per queste cose è difficile: nel corso di ogni giornata ci sono migliaia di occasioni di compromesso. Da noi non si fanno mai” ha precisato.
Non sarà Draghi, ma nel mondo, e nel suo mondo, Luca Maestri è un drago: non c’è dubbio. È un italiano che ama il suo Paese e gli italiani. “L’Italia” ha detto “deve concentrarsi sui propri punti di forza. Vivo all’estero e noto un affetto incondizionato nei confronti di questo Paese. È sempre associato alle sue specialità: l’artigianato, la moda, l’alimentazione, il turismo, la cultura, il design”. “L’istruzione in Italia è di livello eccellente, l’etica del lavoro è forte. Lavoriamo più che in altri paesi”: mai sentito parlare così un italiano che vive e lavora all’estero.
Romano, classe 1963, laureato in economia e commercio alla Luiss, master in business administration all’Università di Boston, Luca Maestri di macchine ne capisce: ha lavorato in GM dal 1988 al 2008. Ha avuto incarichi in Irlanda, a Singapore, in Thailandia, negli Stati Uniti e in Brasile, fino a diventare direttore finanziario e vicepresidente per l’Europa. Nel 2008 passa alla joint venture Nokia Siemens Networks come direttore finanziario, nel 2011 va alla Xerox con lo stesso ruolo. “Uno dei suoi grandi punti di forza era l’ascolto”, ha detto al Wall Street Journal Gary Kaburek, ex dirigente di Xerox. “Voleva capire. Ascoltava e faceva domande finché non ci riusciva”.
Nel 2013 entra in Apple. “A parte le levatacce – la mattina comincio alle 4.30 e il nostro capo, Tim Cook, spesso è già in pista alle 3.45 – lavorare alla Apple significa essere in mezzo a un esercito e vivere al tempo stesso in un monastero” ha detto. Precisando: “Esercito perché per sviluppare prodotti complessi che vanno consegnati ovunque nel mondo ci vuole una disciplina militare. Monastero perché alla Apple devi mettere da parte l’ego: contano il lavoro del team e l’armonia del gruppo”. Luca Maestri ha contribuito a far crescere i ricavi di Apple da 183 a 391 miliardi di dollari e il valore delle azioni da 20 a più di 200 dollari. “Senza di lui non avremmo toccato il cielo” ha detto Tim Cook, quando Maestri si è dimesso.
Non sappiamo chi prenderà il posto di Tavares, ma se toccherà a lui sarà, scusate l'entusiasmo, bellissimo. Due italiani, due Luca: uno, Maestri, a capo di Peugeot, Citroën, DS più tutti i marchi di Stellantis, l’altro, Luca de Meo, al comando di Renault e Alpine. In pratica l’intera industria dell’auto francese governata da italiani. A Parigi e in Francia, al solo pensiero qualcuno sicuramente sta già rosicando: ci sta. Anzi, ben gli sta visto che, da quando è arrivato a Maranello, monsieur Vasseur, Team Principal e General Manager della Scuderia Ferrari di Formula 1, non ha mai spiaccicato un discorso in italiano. Solo grazie, ciao, buongiorno: c’è plus facile, così, tanto poi nessuno dice, e scrive, nulla.
Luca Maestri è un grande tifoso della Juventus (nessuno è perfetto), la sua prima macchina è stata una Renault 5 bianca, usata: Luca de Meo, che sa sempre tutto prima di tutti, avrà sicuramente apprezzato. Se Maestri diventa Ceo di Stellantis, cosa ci aspettiamo? Che sia un trascinatore, piuttosto che un motivatore. Il primo trasmette entusiasmo, l’altro rompe: soprattutto le scatole, quasi mai gli schemi. I talenti, italiani e non, in Stellantis ci sono, basta valorizzarli: in questo ruolo Luca Maestri sarebbe perfetto.

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