BMW prepara la sua prima Alpina: che senso ha se esiste già la divisione M?

Oltre 300 km/h nei test di Nardò, con un V8 sotto il cofano. Obiettivo: gran turismo di lusso, tra comfort, personalizzazione ed esclusività. Basterà questa diversa identità a giustificare il nuovo progetto?

La prima Alpina dell’era BMW comincia a scoprirsi. Ancora pesantemente camuffata, la grande berlina è stata filmata sull’anello di velocità di Nardò, in Italia, dove ha superato i 300 km/h. Un banco di prova in linea con la tradizione del marchio, da sempre votato alle prestazioni ad altissima velocità. 

Sotto la carrozzeria lavora un V8, ma cilindrata e potenza restano sconosciute. BMW parla invece di una taratura specifica del motore e del cambio, pensata per offrire una risposta fluida e una riserva di coppia disponibile su un ampio arco di regimi.

Lo sviluppo coinvolge anche sospensioni, aerodinamica e pneumatici, questi ultimi dotati di un ulteriore strato di schiuma per migliorare soprattutto il comfort acustico. 

Il camuffamento non nasconde alcuni tratti inconfondibili: i tradizionali cerchi a 20 razze e i quattro terminali di scarico ovali, richiami alle Alpina del passato. Resteranno anche le scritte dorate?

Il nome definitivo della vettura non è ancora noto, ma il prototipo avvistato a Nardò sembra confermare la direzione annunciata da BMW: il primo modello di serie si ispirerà alla Serie 7. 

Un’indicazione arrivata lo scorso maggio, insieme alla Vision Alpina, l’imponente coupé di 5,20 metri presentata al Concorso d’Eleganza di Villa d’Este. I test danno così una prima forma concreta alle ambizioni anticipate dal concept.

La concept Vision Alpina

La domanda, però, va oltre il nuovo modello: quale spazio avrà Alpina accanto a BMW M? La divisione sportiva offre già berline e SUV molto potenti, capaci in alcune configurazioni di superare i 300 km/h. Perché affiancarle un’altra gamma ad alte prestazioni sulle stesse basi tecniche? La risposta sta nel risultato cercato, non soltanto nei numeri.

Storicamente, BMW M punta sulla sportività: assetti votati alla guida sportiva, reazioni più dirette e una messa a punto orientata a privilegiare agilità e precisione negli inserimenti in curva. 

Alpina interpreta invece il gran turismo: viaggiare molto velocemente, anche a lungo, con il massimo comfort possibile. “Speed, not Sport”, velocità e non sportività, è la formula con cui il marchio riassume questa filosofia.

La distinzione non si esaurisce nella meccanica. Con Alpina, BMW vuole salire di gamma, proponendo modelli più esclusivi, personalizzabili e lussuosi rispetto alla propria offerta abituale. 

La Vision Alpina aveva già delineato questa strategia, guardando ai clienti di Bentley e Mercedes-Maybach. Il marchio dovrà quindi collocarsi tra le BMW più prestigiose e Rolls-Royce, anch’essa appartenente al gruppo tedesco. 

Se BMW M si rivolge soprattutto agli appassionati di guida sportiva, Alpina cerca chi mette al primo posto gran turismo e raffinatezza, senza rinunciare alle prestazioni.

È un cambio di passo che arriva dopo oltre sessant’anni di storia e chiude una collaborazione singolare nell’industria automobilistica, cara anche agli appassionati BMW. 

Fondata nel 1965 da Burkard Bovensiepen, Alpina ha a lungo elaborato vetture della Casa bavarese prima di ottenere lo status di costruttore a tutti gli effetti. I suoi modelli nascevano in stretta collaborazione con Monaco, conservando però un’identità autonoma.

Nel 2022 BMW ha annunciato l’acquisizione dei diritti sul marchio, con il passaggio previsto alla scadenza dell’accordo storico, alla fine del 2025. Dal 1° gennaio 2026 BMW Alpina è quindi sotto il controllo diretto del gruppo bavarese. 

Bovensiepen Zagato

La famiglia Bovensiepen, tuttavia, non ha lasciato l’automobile: ha lanciato un nuovo marchio con il proprio nome. La prima realizzazione, la Bovensiepen Zagato, utilizza la base della BMW M4 Cabrio (ma è una coupé con tetto fisso) e una carrozzeria firmata dal celebre carrozziere italiano.

A Buchloe proseguono intanto le attività di manutenzione, ricambi e conservazione delle Alpina storiche. L’eredità del marchio prende così due strade: BMW ne possiede il nome e ne prepara il futuro industriale, mentre la famiglia fondatrice continua a custodirne una parte attraverso altre attività.

La presentazione della prima BMW Alpina è attesa nel 2027; la data di commercializzazione, invece, non è stata ancora precisata dalla Casa. I test oltre i 300 km/h suggeriscono la volontà di restare fedeli alla tradizione di Buchloe, ma non bastano a dimostrarne la continuità. 

La vera verifica riguarderà anche il comfort, la raffinatezza e quel carattere costruito per decenni da un’azienda indipendente, ora chiamata a trovare spazio in un grande gruppo automobilistico. La velocità è un primo segnale. L’identità sarà la sfida decisiva. 


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