Trump: “Audi chiude in Messico e Canada per gli USA”. Ma la Casa corregge: “In Canada mai avuto fabbriche, il Messico non si tocca”

Il Presidente annuncia il maxi-impianto in Georgia e il trasloco industriale negli USA, ma dimentica di controllare la mappa e inventa una fabbrica Audi in Canada. “In Canada non si può chiudere ciò che non è mai esistito” la replica della Casa di Ingolstadt 

Il Presidente Trump, a sinistra, e il CEO di Audi, a destra, sul palco di Perry, Georgia

L'annuncio sul palco presidenziale di un accordo da ben 4 miliardi di dollari per la costruzione del primo stabilimento Audi negli Stati Uniti, precisamente a Macon, nella contea di Peach in Georgia, doveva essere il trionfo della reindustrializzazione americana. 

Una partnership d'acciaio suggellata dalla presenza del CEO e presidente del consiglio d'amministrazione di AUDI AG, Gernot Döllner, volato oltreoceano per confermare un mega-impianto capace di produrre a pieno regime, a partire dai primi anni del 2030, fino a 200.000 SUV all'anno generando 4.500 nuovi posti di lavoro sul territorio. 

L'Amministratore Delegato di Audi è salito sul palco insieme a Donald Trump durante un comizio elettorale repubblicano organizzato all'interno del Guardian Centers of Georgia, un immenso centro privato per l'addestramento alla gestione delle emergenze e della sicurezza. L'evento è stato sfruttato da Trump nell'ambito della campagna elettorale per le elezioni di metà mandato del 3 novembre 2026. 

All'esterno della struttura, per l'occasione, era stato persino esposto in anteprima un modello di SUV dorato (un'Audi Q9), proprio a simboleggiare la tipologia di vetture di fascia alta che la casa di Ingolstadt intende produrre nel nuovo stabilimento da 4,2 miliardi di dollari pianificato nella vicina area di Macon. 

Tuttavia, la solennità del momento economico-politico è stata parzialmente offuscata dal cortocircuito geografico sollevato dal Presidente: nel celebrare l'investimento come un totale trasloco produttivo entro i confini statunitensi, ha inserito nell'equazione una dismissione di stabilimenti in Messico e in un fantomatico distretto canadese. 

Durante un'intervista telefonica rilasciata al programma Sunday Morning Futures su Fox News, Trump ha infatti commentato la nascita del nuovo maxi-impianto in Georgia dicendo testualmente: "Stanno chiudendo in Messico e in Canada ... stanno venendo nel nostro Paese con uno stabilimento nuovo di zecca e splendido proprio in Georgia". 

Una ricostruzione di fronte alla quale la Casa automobilistica di Ingolstadt ha replicato smentendo categoricamente le affermazioni di Donald Trump sulla chiusura delle attività in Messico e in Canada. Audi ha precisato che i piani per il nuovo stabilimento in Georgia non comporteranno lo smantellamento della sua attuale rete produttiva nordamericana. 

Audi ha dichiarato esplicitamente che "non ci sono piani in tal senso" riguardo alla chiusura della fabbrica di San José Chiapa, definendo il Messico "una parte importante della nostra rete di produzione globale". Quanto al Canada, la Casa tedesca ha ricordato di non avere impianti produttivi sul suolo canadese, rendendo di fatto impossibile qualsiasi "chiusura" di fabbriche in quel Paese. 

Nel frattempo, i lavoratori canadesi del settore automotive possono tirare un sospiro di sollievo: per perdere il posto bisognerebbe prima avercelo. 

Resta solo un dubbio: chi avrà il coraggio di spiegare al Presidente che lo stabilimento Audi in Canada non esiste?

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