Alpine A390, vendite deludenti ma la strategia non cambia
Circa 250 unità al mese per il SUV elettrico. Provost, Ceo del Gruppo Renault, conferma l’impegno della Casa francese: contano identità del marchio e conquista di nuovi clienti, oltre i volumi
Le vendite inferiori alle attese della Alpine A390, primo crossover sportivo del marchio francese, non mettono in discussione l’impegno di lungo periodo del gruppo Renault su questo modello, ribattezzato ufficialmente come una “sport fastback a cinque porte”. François Provost, Ceo del Gruppo Renault, non si dice preoccupato: il modello deve soprattutto far crescere il marchio, anziché inseguire i volumi.
Lanciata alla fine dello scorso anno, la rivale della Porsche Macan Electric rientra nell’ampliamento della gamma Alpine, in precedenza concentrata su un’unica sportiva. Insieme alla compatta sportiva A290 , la A390 è stata pensata per affermare Alpine come marchio di auto elettriche ad alte prestazioni.
Per ora, però, le vendite della A390 si attestano intorno alle 250 unità al mese. In Italia Alpine A390 è stata lanciata a fine marzo 2026 e fino ad oggi ha totalizzato 50 immatricolazioni, che corrispondono a 50 targhe nuove: questo non significa sempre che le 50 unità immatricolate l'auto siano state tutte acquistate da un cliente privato.
Un risultato, quello europeo, inferiore alle attese, come ha riconosciuto l’amministratore delegato di Alpine, Philippe Krief. Provost ha lasciato intendere che le previsioni commerciali di Alpine fossero troppo ambiziose, richiamando la necessità di affrontare la crescita del marchio con “un po’ più di umiltà”.
Ripercorrendo il lancio della A390, Provost ha fatto notare di aver avvertito Philippe Krief che le sue stime erano troppo ottimistiche e che i volumi sarebbero stati nettamente inferiori. Il giudizio sull’auto restava molto positivo, ma le previsioni di vendita, a suo avviso, richiedevano maggiore realismo.
Il costo mensile è uno degli ostacoli che, secondo Provost, impediscono di trasformare l’interesse per la A390 in acquisti. I clienti prendono in considerazione Alpine insieme a Porsche e agli altri concorrenti, ma molti la escludono dalla selezione finale perché le rivali premium tedesche offrono rate più basse.
Provost ritiene che il vantaggio dipenda probabilmente dalla leva dei valori residui e degli sconti. Nel confronto con Porsche e gli altri marchi ha inoltre richiamato quella che definisce una “genealogia molto chiara” della A390, senza tuttavia precisare il significato del riferimento.
“Alpine è un grande marchio, ma se costa più delle sportive premium tedesche non è facile”, ha osservato Provost. Il Ceo di Renault ha però sottolineato l’entusiasmo di chi guida la A390: “È per questo che dobbiamo avere un po’ di umiltà. È un percorso lungo e dobbiamo lavorare sodo”.
Provost ha indicato il rinvio dell’ingresso di Alpine nel mercato statunitense come esempio di un approccio più misurato all’espansione. Sul piano commerciale ha ricordato un precedente: anche le vendite della A290 hanno accelerato dopo un avvio lento. Per Provost, lo sviluppo di Alpine ha un orizzonte di vent’anni e non può dipendere dal raggiungimento dei volumi attesi nel breve periodo.
Pur prevedendo una crescita delle vendite della A390, ha ribadito che un eventuale risultato inferiore alle aspettative non cambierebbe il suo impegno: non intende compromettere il marchio, il suo DNA e il suo valore con un atteggiamento esitante o incerto. “Forse alla fine scopriremo che il potenziale dell’auto è un terzo di quello che pensavamo. E allora? Se il cliente è soddisfatto, troviamo il modo giusto di posizionare l’auto. Se questo fa crescere il marchio, per me va bene”, ha aggiunto.
Interpellato sulle dichiarazioni di Provost, anche Krief si è detto tranquillo sull’andamento della A390. L’amministratore delegato di Alpine ha richiamato due limiti della fase iniziale: il modello non era commercializzato in tutti i Paesi in cui il marchio è presente e, al lancio, non erano disponibili né la versione GT né la GTS: quest’ultima precisazione non la comprendiamo, perché A390 fin dal lancio è stata proposta, almeno fino ad oggi, solo nelle versioni GT e GTS.
Krief ha ripreso il confronto con la compatta elettrica: “È esattamente la stessa discussione che abbiamo avuto due anni fa, quando parlavamo della lenta crescita della A290. L’avvio era stato dello stesso tipo, ma oggi è un grande successo”. Secondo Krief, l’80% dei clienti della A390 è nuovo sia per Alpine sia per il gruppo Renault. Il dato evidenzia l’elevata quota di acquirenti conquistati al di fuori dei clienti già esistenti: “È quindi un’auto di conquista”, ha concluso.
Sarà, certo non deve essere facile fare conquiste con un crossover elettrico che costa, chiavi in mano, 67.500 euro nella versione GT da 400 CV e 78.000 euro per la GTS da 470 CV entrambe con trazione integrale (elettrica) di serie. A queste cifre, molti potenziali clienti tendono a preferire i marchi di prestigio tedeschi storicamente più consolidati come BMW, Mercedes-Benz o Porsche.
Non abbiamo comunque dubbi che i clienti di A390 siano in buona parte nuovi per Alpine: i clienti del marchio francese sono affezionati alla purezza della coupé biposto termica A110 e si fanno coinvolgere poco da una vettura a 5 posti, elettrica e con una carrozzeria più alta e pesante, nonostante l’agilità e le doti dinamiche garantita dai tre motori elettrici (uno anteriore e due posteriori).
Non poche perplessità, inoltre, sono state fatte notare, nello specifico, sui contenuti. Nell'abitacolo dell'Alpine A390 si nota subito il contrasto tra dettagli esclusivi di alta qualità ed elementi ereditati direttamente dai modelli Renault di grande serie: il cruscotto digitale da 12,3 pollici e lo schermo centrale verticale da 12 pollici utilizzano lo stesso hardware e la stessa disposizione che si trovano su modelli Renault meno costosi come Austral, Megane E-Tech e Scenic E-Tech, sebbene il software sia basato su un ottimo sistema Android Automotive e personalizzato con grafiche specifiche Alpine e schermate di telemetria dedicate.
Inoltre i blocchetti dei comandi alzacristalli sulle portiere, le levette del piantone dello sterzo (fari e tergicristalli) e i tasti fisici della climatizzazione sono gli stessi delle Renault.
Per giustificare il prezzo, Alpine ha impreziosito A390 con accessori materiali esclusivi come sedili sportivi in pelle, plancia in Alcantara, volante con la parte inferiore piatta e dotato di comandi esclusivi di stampo racing come il manettino rotante in alluminio blu ispirato alla Formula 1 per regolare la frenata rigenerativa e il vistoso pulsante rosso "OV" (Overboost) per ottenere istantaneamente la massima potenza nei sorpassi, ma a quanto pare tutto ciò, almeno per ora, non basta.
La vera sfida per Alpine non è soltanto vendere la A390, ma convincere il pubblico che un crossover elettrico da oltre 67.000 euro possa incarnare lo stesso spirito della leggera A110. Una scommessa ambiziosa, che Renault difende nel lungo periodo ma che il mercato, per ora, accoglie con prudenza. In occasione del lancio di A390 Luca de Meo, Ceo del Gruppo Renault, aveva detto: "Oggi è un grande giorno per Alpine, di quelli che non si dimenticano: il meglio deve ancora venire". Attendere prego.




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