Volvo ascolta i clienti: meno touchscreen e più comandi fisici sulle prossime auto

Il concept che sarà presentato nel 2027 aprirà il nuovo corso stilistico Volvo: Thomas Ingenlath, responsabile del design del marchio, richiama l’heritage e promette “un equilibrio migliore” tra interazione digitale e fisica 

Volvo prepara una svolta stilistica che guarda al passato per definire il futuro. In vista del centenario del marchio, il costruttore svedese presenterà nel 2027 un concept destinato ad anticipare il linguaggio dei modelli di nuova generazione, mentre all’interno delle vetture tornerà a crescere il ruolo dei comandi fisici, dopo anni di progressiva centralità dei touchscreen. 

A indicare la direzione è Thomas Ingenlath, tornato quest’anno alla guida del design Volvo dopo l’esperienza come amministratore delegato di Polestar, il marchio nato come spin-off del gruppo. Il suo compito sarà accompagnare una nuova fase di prodotto particolarmente intensa: Volvo prevede infatti di lanciare 13 nuovi modelli a livello globale entro la fine del 2030. 

Durante l’aggiornamento sulla strategia globale dell’azienda, Ingenlath ha confermato che il primo segnale concreto di questa evoluzione sarà un prototipo celebrativo legato ai 100 anni del marchio. I dettagli restano ancora riservati, ma il designer ha lasciato intendere che la nuova identità non nascerà da una rottura, bensì da una rilettura dei codici storici Volvo. 

“I brand che hanno un’eredità hanno una storia forte”, ha spiegato. “La base per cui una Volvo è riconoscibile al primo sguardo è l’iron mark, la diagonale che sostiene quel simbolo e la cornice della calandra che ha accompagnato per molto, molto tempo le nostre auto e il nostro logo”. 

Il riferimento al logo, alla diagonale e alla mascherina suggerisce un ritorno a elementi grafici più immediatamente identificabili, in un momento in cui l’elettrificazione ha spinto molti costruttori verso frontali più chiusi, superfici più levigate e identità visive meno legate alla tradizionale calandra. 

Ingenlath ha però sottolineato che per il reparto design si tratta di un “compito enorme”: individuare “una via da seguire” e definire come rendere riconoscibile una Volvo anche nella prossima generazione di vetture elettriche e digitali. 

La riflessione non riguarda soltanto l’esterno. Un tema altrettanto centrale sarà l’abitacolo, dove Volvo sembra pronta a rivedere l’approccio fortemente minimalista che negli ultimi anni ha caratterizzato buona parte dell’industria. 

In Polestar, Ingenlath era stato tra i principali sostenitori di interni essenziali, con pochi pulsanti e molte funzioni concentrate nel display centrale. Oggi, però, riconosce che il settore deve prendere atto del crescente malcontento verso interfacce troppo dipendenti dagli schermi. 

Volvo e gli altri costruttori, ha detto, “devono ascoltare i clienti e prendere atto che l’interazione nelle auto di oggi, per dirla francamente, non è apprezzata”. Il messaggio è chiaro: il touchscreen non verrà abbandonato, ma dovrà essere usato in modo più selettivo. 

“L’enfasi eccessiva sugli schermi e sull’interazione con gli schermi è qualcosa che clienti e giornalisti criticano molto; dobbiamo puntare a un’armonia migliore, a un equilibrio migliore tra l’interazione con il dispositivo digitale e l’interazione fisica”. 

Per spiegare la direzione, Ingenlath ha citato l’esempio di una fotocamera Leica: non una moltiplicazione indiscriminata di tasti, ma comandi fisici pensati per migliorare l’esperienza d’uso. Volvo, ha precisato, “non introdurrà semplicemente file e file di pulsanti”, ma cercherà di valorizzare ciò che un’interazione fisica può offrire positivamente al cliente. 

“Non stiamo abbandonando il touchscreen: si tratta di usarlo per ciò che sa fare meglio. Il mio principio è che qualsiasi funzione visualizzata sempre sullo schermo non dovrebbe stare sullo schermo. Lo schermo serve alla flessibilità e a mostrare ciò che non è necessario vedere sempre. Quindi si tratta di usare il touchscreen per ciò che gli riesce meglio e di reintrodurre qualche pulsante in più rispetto alle auto attuali”. 

La strategia potrebbe inoltre non essere identica in tutti i mercati. Ingenlath ha lasciato intendere che Volvo valuterà un approccio più regionalizzato al design e all’interfaccia utente: i modelli destinati alla Cina, per esempio, potrebbero mantenere una maggiore presenza di schermi, perché in quel mercato l’interazione digitale è più diffusa e apprezzata. 

Per Volvo, dunque, la prossima generazione di modelli non sarà soltanto un’evoluzione formale, ma anche un tentativo di ridefinire il punto di equilibrio tra heritage, tecnologia e usabilità quotidiana.

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