Mondiale Rally: tutti in Sardegna, Lancia no. Peccato
Dal 1° al 4 ottobre l’appuntamento iridato italiano accoglie i protagonisti della stagione, ma senza la squadra ufficiale del marchio torinese appena laureato campione nel WRC2: una scelta che priverà ingiustamente i tifosi di una celebrazione attesa da decenni proprio sulle strade di casa
Dal 1° al 4° ottobre prossimi la Sardegna ospiterà l’unica prova italiana del campionato del mondo rally WRC. Al via del Rally Itali Sardegna 60 iscritti, tutti ben rappresentati gli attuali protagonisti sia del WRC, con Toyota che schiera cinque Yaris Rally 1, Hyundai con tre i20 Rally 1 e Ford M-Sport con 3 vetture, sia del WRC2 Teams ma Lancia, vincitrice quest’anno del titolo iridato dopo il Rally del Paraguay, non sarà presente.
Non risultano infatti iscritte le due Ypsilon HF Integrali Rally 2 ufficiali della PH Sport. Ci saranno le Ypsilon private di Léo Rossel, Conner Martell e Pablo Sarrazin, ma non quelle dei due equipaggi ufficiali Yohan Rossel – Arnaud Dunand e Nikolay Gryazin – Konstantin Aleksandrov: non è la stessa cosa.
La Lancia ufficiale quest’anno ha corso ovunque a Monte Carlo, in Croazia, alle Canarie, in Portogallo, in Giappone, a Roma in Finlandia, Paraguay e Cile, ma ad Alghero non sarà al via, peccato.
Perché saltare proprio la tappa di casa dopo la conquista del titolo iridato? Poteva essere un’ottima occasione, la migliore, per festeggiare degnamente in Italia, con i tifosi italiani, un successo atteso da decenni, coronando con un risultato di prestigio il percorso intrapreso nel primo anno di partecipazione ufficiale di Lancia al Mondiale Rally.
Ed è un peccato soprattutto per un marchio come Lancia che ha l’Italia nel DNA. Come recentemente ha puntualizzato Emanuele Cappellano, responsabile Stellantis per l’Europa, “il cuore di Lancia è italiano”.
Autosprint ha scritto che il progetto Lancia nel Campionato Team WRC2 “è totalmente in mano ai francesi di Stellantis Motorsport a Satory, a due passi da Versailles. A Chivasso, d’altronde, il reparto Corse ha chiuso nel 1992. In pratica questa è la “Lancià”: non c’è un italiano in squadra”.
Questa assenza, ha commentato Andrea Cordovani, direttore di Autosprint, “fa sorgere un sospetto fondatissimo: che laggiù a Satory, a due passi dalla Versailles dove oggi si decidono i destini sotto l’egida di Stellantis Motorsport, l’Italia sia ormai derubricata a fastidioso orpello folcloristico. Una mera espressione geografica. La grandeur d’oltralpe ha definitivamente sfrattato la storia. Un marchio italiano che non festeggia il titolo iridato nel Belpaese sembra una barzelletta. E invece, nell’Italia rassegnata ai capricci di Parigi, è tutto tristemente vero”.
Quindi tutti a casa, niente festeggiamenti in Italia. Nulla di personale contro la Lancia e contro i francesi, ma snobbare la Sardegna ci pare, per Lancia, un clamoroso autogol, a prescindere che la paternità della decisione sia stata italiana o francese. Nel novembre 2025 Roberta Zerbi, Ceo di Lancia, presentava la Ypsilon Rally2 HF Integrale, aveva dichiarato: "Il ritorno di Lancia nel WRC è il risultato di un percorso fatto di umiltà, determinazione e orgoglio italiano”. Perché non festeggiarlo degnamente in Italia? Pazienza. È andata così. "Ça va sans dire", come direbbero i francesi.




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