Il monovolume torna di moda? Citroën e Renault sfidano i SUV elettrici
Le due case francesi riscoprono spazio, modularità ed efficienza aerodinamica: Citroën lavora a un progetto di lungo periodo, mentre Renault prepara un manifesto stilistico ispirato all’Espace
Il ritorno del monovolume prova a rientrare nel settore automobilistico, ma su due fronti molto diversi.
Da una parte c’è Citroën, che ragiona su un progetto industriale ancora lontano e ispirato dal concept elettrico ELO.
Dall’altra c’è Renault, pronta a utilizzare il prossimo Salone dell'auto di Parigi come palcoscenico per uno studio di stile capace di riattivare l’immaginario dell’Espace originario.
In entrambi i casi, l’obiettivo non è resuscitare il monovolume così com’era, ma adattarne le qualità più riconoscibili — abitabilità, modularità ed efficienza — all’era elettrica e post-SUV.
Per anni, l’avanzata dei SUV sembrava aver archiviato definitivamente una tipologia di auto che in Francia aveva trovato una delle sue massime espressioni.
Eppure, proprio mentre Renault Espace e Scénic hanno assunto forme da crossover, i costruttori francesi tornano a interrogarsi su ciò che il monovolume sapeva offrire meglio: spazio a bordo, versatilità d’uso e una carrozzeria più razionale di quanto l’attuale mercato lasci intendere.
Nel caso di Citroën, la riflessione riguarda un possibile successore spirituale di Xsara Picasso, modello che dal 1999 contribuì a rendere popolare l’idea di monovolume compatto.
Dopo il progressivo declino di questa formula, la marca ha orientato molte famiglie verso soluzioni come Berlingo e Spacetourer.
Ora, però, il concept-car elettrico ELO — svelato nel dicembre 2025 ed esposto al Salone di Bruxelles nel gennaio 2026 — offre una traccia per ripensare la formula: coda più affilata per migliorare l’aerodinamica, architettura più efficiente e modularità reinterpretata in funzione dell’autonomia elettrica.
Xavier Chardon, direttore generale di Citroën, ha confermato che un progetto di questo tipo è effettivamente allo studio, mentre Gilles Vidal, responsabile del design in Stellantis, ha sottolineato la volontà di rendere la linea insieme desiderabile e funzionale.
L’operazione, tuttavia, non prevede un ritorno nostalgico a soluzioni troppo eccentriche, come i tre posti anteriori affiancati.
E soprattutto non sarà immediata: un eventuale ritorno del monovolume Citroën non dovrebbe concretizzarsi prima del 2030, mentre al Mondial de l’Auto di Parigi la casa punterà i riflettori soprattutto sulla futura 2CV elettrica.
La prospettiva Renault è diversa. Qui non si parla, almeno per ora, di un modello di serie, ma di un manifesto stilistico pensato per il salone parigino, la cui apertura al pubblico è prevista il 13 ottobre.
Il prototipo servirà soprattutto a mettere in evidenza la firma di Alexandre Malval, nuovo responsabile del design della marca dal gennaio scorso, chiamato a dare forma a una nuova fase espressiva per il costruttore della losanga.
Secondo alcune indiscrezioni, Malval — già passato da Renault nel 1994, dopo gli studi al Royal College of Art di Londra, nel reparto design avanzato — avrebbe scelto di celebrare l’Espace attraverso un esercizio stilistico capace di introdurre nuovi codici formali.
Non è un dettaglio secondario: l’Espace resta uno dei nomi più evocativi della storia Renault, anche se la sua immagine si è progressivamente diluita con l’evoluzione del mercato e con la trasformazione del modello in chiave SUV.
A questo punto, però, è necessario distinguere i due piani. Citroën lavora su una riflessione industriale di lungo periodo, ancora legata all’evoluzione delle piattaforme elettriche e alla risposta del mercato.
Renault, invece, sembra muoversi sul terreno del design, con un concept destinato prima di tutto a testare un linguaggio e a riaccendere l’immaginario costruito attorno all’Espace.
Se i percorsi sono diversi, la domanda di fondo è la stessa: come recuperare le qualità del monovolume senza riproporne semplicemente una formula che il mercato ha progressivamente messo ai margini?

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