Alpine A390, vendite sotto le attese: Renault dimezza la produzione del SUV elettrico
Il nuovo modello a batteria del marchio francese fatica a trovare slancio: nello stabilimento di Dieppe la cadenza scende da 30 a 15 unità al giorno, mentre il mercato premium resta sempre più competitivo
Dopo il debutto incoraggiante della hatchback elettrica A290, l'attenzione del settore era puntata sulla risposta del mercato alla A390. Con l'uscita di scena della A110, il nuovo SUV rappresenta il modello più strategico e visibile per Alpine: Renault puntava a intercettare una platea più ampia di clienti e a sostenere margini più elevati grazie al posizionamento premium.
I numeri iniziali degli ordini, tuttavia, non sembrano sostenere queste ambizioni. Il 5 settembre si è tenuta a Dieppe una riunione straordinaria del comitato aziendale, durante la quale Christophe Réal, rappresentante sindacale della CGT, è stato informato del piano di riduzione produttiva nello stabilimento francese.
La linea di Dieppe era stata inizialmente programmata per assemblare 30 unità al giorno, con la possibilità di salire fino a 50 esemplari quotidiani in caso di domanda sostenuta. La traiettoria sarà invece opposta: la produzione passerà da 30 a 15 vetture al giorno, con avvio della misura previsto il 28 settembre o, al più tardi, il 5 ottobre.
Nel primo semestre del 2026 sono state immatricolate 1.041 Alpine A390, di cui 610 in Francia. Il dato comprende anche le vetture registrate direttamente dai concessionari, come esemplari dimostrativi, e non coincide quindi integralmente con vendite effettive a clienti finali.
A circa nove mesi dal lancio commerciale, la fabbrica avrebbe dovuto avvicinarsi al pieno regime per evadere gli ordini. La scelta di dimezzare la cadenza produttiva segnala invece che il portafoglio ordini non è sufficiente a sostenere i volumi pianificati per il SUV elettrico sportivo.
Il quadro non arriva del tutto inatteso: la A390 è stata accolta dalla stampa con giudizi prudenti, lontani dall'entusiasmo generato a suo tempo dalla A110, pur a fronte di una dinamica di guida giudicata uno dei punti forti del modello.
Tra le criticità più discusse figura la velocità di ricarica rapida, penalizzata dall'architettura a 400 volt rispetto a molti concorrenti tedeschi e cinesi di dimensioni analoghe, spesso basati su sistemi a 800 volt.
Per la rete vendita Alpine la sfida sarà spostare l'attenzione dai tempi di ricarica al piacere di guida, un argomento più difficile da comunicare perché richiede prova su strada, spiegazione tecnica e un cliente disposto a valutare qualità meno immediatamente misurabili.
Per il Gruppo Renault, il rallentamento della A390 rappresenta un segnale delicato anche in prospettiva industriale. I piani per un SUV elettrico di maggiori dimensioni potrebbero essere rivalutati alla luce dell'accoglienza del mercato, mentre la costruzione di un marchio francese credibile nel segmento premium si conferma complessa.
Dopo modelli iconici come Peugeot 504, Citroën CX e Renault 25, l'industria francese non ha più espresso con continuità protagonisti capaci di imporsi stabilmente nella fascia alta. Alpine dovrà quindi dimostrare che la A390 può andare oltre la raffinatezza dinamica e tradurre il proprio posizionamento in domanda reale, in un mercato premium elettrico sempre più competitivo e selettivo.




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