Buon compleanno Fiat

Ieri, oggi e domani dei 125 anni dell'iconico brand di Stellantis raccontati dal Ceo Olivier Francois

di Corrado Canali


Si parla sempre di macchine, ma lo show non deve mai mancare. È questa la filosofia di Olivier Francois, il ceo mondiale di Fiat, ma anche il più grande narratore oggi in circolazione nel settore automotive, una figura che mancava sin da quando lui, manager francese, è sbarcato in Italia inizialmente per gestire un marchio francese forte di cento anni presenza in Italia festeggiati di recente. Per poi prenderci talmente gusto da restarci in Italia, a tutti i costi, fino a prendersi cura di un brand, la Fiat, che si sa sta per la Fabbrica Italiana Automobili Torino

Da dove cominciamo? “Dalla fabbrica – spiega Francois – perché la Fiat ha sempre prodotto e continuerà a produrre in Italia, visto che il Dna dell’azienda era e resterà italiano e io che ho l’onore di guidarla da 13 anni, sono fiero di essere italiano sia pure d’adozione”. 

Dopo la fabbrica le automobili? “Direi di sì perché siamo quello che facciamo. E cosa facciamo? Beh automobili piene di amore e gioia, colorate come il nostro splendido Paese”. E per completare il tutto? “Parliamo di Torino, perché come sempre dice Carlos Tavares il ceo di Stellantis è uno dei tre cuori pulsanti del gruppo insieme a Parigi e a Detroit. Ma vorrei dire di più e cosa ho imparato 20 anni fa, quando non ero ancora il ceo di Fiat, ma facevo già parte del gruppo Fca. A Sergio Marchionne chiesi di definire la Fiat in una frase e lui mi rispose così: la Fiat è la marca della rilevanza sociale. Non ci crederete, non ho trovato definizione migliore”. 


A sinistra, John Elkann, Chairman di Stellantis. A destra, Olivier Francois, Ceo Fiat

Ma perché è davvero così? “Prendiamo la 500: negli anni 50 è riuscita a democratizzare la mobilità in Italia. Oggi lo fa in Algeria e noi la produciamo lì, per quel mercato. Dal 2020 la 500 è la campionessa della mobilità elettrica delle nostre città. Solo un numero: in Europa, su 100 piccole elettriche, 40 sono Fiat 500 progettata e prodotta in Italia”. 

Ma che valore aggiunto porta al gruppo a cui appartiene, Stellantis? “Credo di poter dire che porta una formula particolare: automobili sostenibili, dunque tecnologiche, ma che vogliamo semplici da usare, rassicuranti. Design iconico, ma inclusivo. E il Dna decisamente italiano, ma con appeal globale”. 

Non le sembra una formula scontata … “Ma è la formula che ci ha permesso di diventare leader in 3 diversi continenti oltre all’interno di Stellantis che oggi grazie al nuovo gruppo sta prendendo il volo”. Ci spieghi come… “In poche settimane il marchio ha trovato grazie a Stellantis non solo chi ne ha visto il potenziale, ma anche chi era disposto ad investire nella Fiat e fornire le basi tecnologiche necessarie”. Tanto che oggi la famiglia dei modelli Fiat si sta ampliando ... “Come dicevo abbiamo cominciato nel 2020 con la 500, la nostra auto più iconica, ma poi la famiglia si è ampliata con la Topolino e la 600. Presto toccherà alla all’ibrida che porterà il nome di Torino in giro per il mondo. Poi ci sarà una 500 che però non nasce a Torino, ma a Milano”.


Fiat 500e Giorgio Armani

Il perché come lo spiega? “Perché Milano sta alla moda come Torino sta all’auto. E soprattutto è la casa di Giorgio Armani e si chiamerà dunque Giorgio Armani, due icone dello stile che lavorano insieme. Il lancio è previsto per gennaio in tutto il mondo”. 

Dopo la 500 sembra essere venuto il tempo della Panda un altro piccolo capolavoro degli anni 80. “Sì la Panda è l’auto della socialità, della condivisione. Ha la bellezza delle cose, semplici. È il blue jeans del mondo dell’auto. E’ l’opposto dell’ego. Sono 3 le generazioni della Panda, quella dell’ispirazione originale progettata da Giugiaro, poi la Panda degli anni 2000, assemblata a Tychy in Polonia e quella di oggi, made in Pomigliano d’Arco”. 

Un successo incredibile quello della Panda… “44 anni e oltre 8 milioni di unità prodotte. E il successo continua: ancora quest’anno, è la vettura leader indiscussa tra le citycar, una su 4 in Europa è una Panda e addirittura in Italia, una su due”. 

Su cosa avete puntato per creare la nuova famiglia Panda? “Su un design simpatico e la piattaforma multienergy di Stellantis che ci ha garantito di offrirla non solo termica o ibrida, ma anche elettrica”.


Fiat Grande Panda


Avete deciso di farla vedere, ma non siete ancora pronti per lanciarla sul mercato. “Avevo promesso di svelarla in anteprima, ma il lancio è programmato per la fine dell’anno. Posso solo dire che ci sarà finalmente una Fiat elettrica che costerà meno di 25 mila euro, ma che sarà anche una bella elettrica, sia pure con un pedigree decisamente Love Cost”. 

Oltre alla nuova Panda avere in cantiere degli altri modelli… “Si ma per ora non ne parliamo se no cosa vi racconto l’anno prossimo? Comunque avete capito il concetto: queste auto sono una realtà concreta…” 

È il momento di tirare le somme: da quanto ci ha detto state preparando il grande ritorno di Fiat nel mercato globale, ma su quali basi? “Il design e lo sviluppo saranno italiani, le piattaforme saranno tutte globali e fatto saldo il rilievo locale. Così facendo puntiamo ad ottenere l’offerta giusta per ogni cliente, perché per noi il cliente è al centro di tutto”. 

Ma come saranno le Fiat dei prossimi 125 anni? “Onestamente non ne sono sicuro, ma di una cosa sono certo, non sarà un avatar o un’intelligenza artificiale a presentarle. Perché Fiat è da sempre il brand dell’umano e per svilupparlo serviranno sempre valori umani come passione e dedizione”.

Arrivederci al lancio della nuova Fiat Grande Panda.







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