Taxi tedeschi: BYD cresce, Mercedes rilancia
La Casa di Stoccarda riapre in Germania la sfida nel settore delle flotte pubbliche con sconti su Classe E, Vito e Classe V, mentre l’offensiva elettrica del marchio cinese cambia gli equilibri del mercato
Mercedes è stata a lungo il riferimento quasi naturale per i circa 17.000 operatori taxi attivi in Germania, prima di ridimensionare la propria presenza a causa di margini considerati insufficienti. Oggi la strategia cambia di nuovo: Mercedes-Benz riapre la porta al settore nel tentativo di recuperare terreno e contenere l’avanzata dei costruttori cinesi, con BYD in prima fila.
Il dato fotografa bene la portata del cambio di scenario. Nel primo semestre 2025 i modelli Mercedes-Benz rappresentavano appena l’8% delle nuove immatricolazioni taxi in Germania, contro il 45% che era stato registrato nel 2022. Nello stesso periodo del 2026, grazie al nuovo impulso commerciale, la quota della Casa di Stoccarda è risalita al 18%.
Ogni anno in Germania vengono immatricolati tra 4.000 e 6.000 nuovi taxi e, per molto tempo, la Mercedes-Benz Classe E è stata la scelta principale per molti operatori del settore. Nel 2025, invece, le nuove Classe E taxi sono state soltanto 72; tra gennaio e giugno 2026 sono già salite a 126, anche grazie a uno sconto del 24% applicato su due versioni diesel particolarmente richieste, che porta il prezzo sotto quota 40.000 euro.
L’offerta, inizialmente prevista fino a luglio, è stata prorogata fino alla fine dell’anno. Anche i van rientrano nella nuova offensiva: il Vito viene proposto con uno sconto del 18% e un bonus di 6.000 euro, mentre la Classe V abbina uno sconto del 3% a un contributo una tantum di 5.000 euro.
Proprio la Classe V è però a fine ciclo e sarà sostituita dalla nuova VLE elettrica, un modello che Mercedes-Benz vorrebbe vedere anche nelle flotte taxi. Il progetto deve fare i conti con un ostacolo tecnico: nella configurazione più spaziosa, la massa può superare le 3,5 tonnellate, limite oltre il quale non basta più la normale patente di categoria B.
Secondo l’analista automotive Frank Schwope, la scelta di abbandonare progressivamente il settore dei taxi è stata “un errore fatale” dell’amministratore delegato Ola Källenius. La ragione è semplice: una flotta taxi funziona come una vetrina permanente e ogni corsa può trasformarsi in una prova su strada per clienti che, altrimenti, non considererebbero quel modello.
Mentre Mercedes-Benz prova a rientrare in partita, BYD aumenta la pressione. Carsten Schopf, responsabile locale e capo delle vendite business, definisce i taxi “una parte importante della nostra strategia di crescita” e punta a circa 500 unità entro fine anno. L’obiettivo appare ambizioso, considerando che nel primo semestre BYD ha immatricolato appena 10 taxi in Germania, anche se gli ordini avrebbero già superato quota 100.
Per il 2027 la Casa cinese punta a una forte crescita: “L’anno prossimo, in Germania, il numero deve assolutamente arrivare a quattro cifre”, ha dichiarato Schopf. La BYD Seal 6 Touring ibrida plug-in viene offerta agli operatori a meno di 30.000 euro, con uno sconto del 37% rispetto al prezzo di listino, mentre i modelli elettrici Atto 3 e Sealion 7 entreranno progressivamente nel mirino delle flotte.
A rafforzare la posizione di BYD nel settore contribuisce anche l’attuale evoluzione normativa: città come Amburgo rilasciano ormai licenze solo a taxi a zero emissioni. Il costruttore cinese ha inoltre reclutato specialisti del settore da aziende concorrenti in Germania e intensificato la propria presenza pubblicitaria sulla stampa professionale.
Il mercato resta comunque saldamente nelle mani dei costruttori tradizionali. Volkswagen, Toyota e Mercedes-Benz raccolgono insieme il 90% delle nuove immatricolazioni taxi, con Volkswagen da sola oltre la metà del mercato. Il monovolume Volkswagen Touran, pur uscito di produzione, continua a essere da anni il modello taxi più immatricolato nel Paese.

Commenti
Posta un commento