Peugeot annuncia sette nuovi modelli per l’Europa entro il 2030
La Casa francese sarà tra le prime a portare su strada la nuova architettura STLA One di Stellantis: si parte dalle future 208 e 2008 con powertrain full electric ed è previsto il lancio di 7 novità nel quadro della strategia con cui il CEO Alain Favey punta a rilanciare tecnologia, design e DNA GTi
Peugeot accelera verso il 2030 con un piano prodotto che punta a rafforzare il ruolo del marchio all’interno di Stellantis e a presidiare con maggiore decisione il mercato europeo. La strategia prevede il lancio di sette nuovi modelli, a partire dalle nuove generazioni elettriche di 208 e 2008, cui si affiancheranno gli aggiornamenti delle rispettive versioni benzina e ibride. Nel segmento C arriveranno invece tre modelli che saranno destinati a raccogliere l’eredità di 308, 308 SW e 408.
Per il gruppo Stellantis, Peugeot non è un marchio qualunque: insieme a Fiat, Jeep e Ram rientra tra i brand con rilievo globale. Alain Favey, amministratore delegato Peugeot, lega questa posizione alla scala industriale della Casa francese: “Peugeot vende 1,1 milioni di auto l’anno e abbiamo l’ambizione di arrivare a 1,5 milioni nel 2030. La nostra dimensione ci permette di assorbire meglio alcuni costi aggiuntivi rispetto a marchi con volumi inferiori”.
STLA ONE, IL RUOLO DA APRIPISTA
Il primo banco di prova sarà la nuova architettura elettrica STLA One, destinata a essere estesa a circa due milioni di veicoli in quasi tutti i marchi Stellantis. Peugeot avrà però il vantaggio di inaugurarla. “La nuova 208 debutterà il prossimo anno inaugurando la piattaforma STLA One, mentre il nuovo SUV 2008 arriverà l’anno successivo”, afferma Favey.
Le nuove compatte nasceranno come vere auto definite dal software, nelle quali cioè è un sistema operativo centrale a governare tutte le funzioni avanzate di cui disporranno, basate sull’architettura elettronica STLA Brain: un sistema pensato per accelerare l’elaborazione dei dati, abilitare lo steer-by-wire e migliorare efficienza, sicurezza ed esperienza di guida. La piattaforma sarà adattata anche alle motorizzazioni ibride, ma non sarà pronta per il lancio iniziale della nuova E-208. “Le attuali 208 e 2008 resteranno in gamma come vetture a combustione e ibride”, conferma Favey.
LA RISPOSTA ALLA PRESSIONE CINESE PASSA DAL DESIGN
Come tutti i costruttori europei, Peugeot deve misurarsi con la rapidità dei nuovi marchi cinesi e con la loro capacità di primeggiare in batterie, software e guida assistita. Favey riconosce il vantaggio competitivo degli sfidanti asiatici, ma individua nel design e nell’identità di marca il terreno su cui Peugeot può differenziarsi: “I cinesi sono molto, molto veloci e hanno la migliore tecnologia per batterie e guida autonoma. Ma, in termini di stile e interni, finiscono spesso per assomigliarsi”.
La linea tracciata dal manager è netta: ogni nuova Peugeot dovrà essere riconoscibile al primo sguardo. “Per me l’importante è che, guardando una nuova Peugeot, le persone possano dire in un decimo di secondo: quella può essere soltanto una Peugeot. Continuo a dire al team di design: portatemi auto che non possano essere una Hyundai, una Kia o qualsiasi altra cosa”. In questa direzione si inseriscono i concept presentati a Pechino, la berlina Concept 6 e il SUV Concept 8, sviluppati con Dongfeng per rilanciare il marchio nel più grande mercato automobilistico del mondo.
QUALITÀ E AFFIDABILITÀ AL CENTRO
Accanto alla tecnologia, Peugeot vuole ricostruire credibilità anche sul fronte della qualità percepita e dell’affidabilità meccanica. Le attuali 208 e 2008 adottano un 1.2 turbo benzina profondamente rivisto, sottoposto a oltre 3 milioni di chilometri di test per superare le criticità della precedente generazione. “Bisogna imparare dai propri errori e il nuovo Turbo 100 è ora il più efficiente e il migliore per qualità sul mercato”, sostiene Favey.
IL RITORNO DELLA GTI: ELETTRICA, MA COERENTE CON IL MITO
Il capitolo più emozionale del rilancio Peugeot passa dal ritorno della sigla GTi. Favey è stato nominato CEO di Peugeot nel febbraio 2025 e una delle sue prime decisioni è stata quella di dare via libera alla nuova E-208 GTi, erede spirituale della 205 GTi che quarant’anni fa contribuì a costruire l’immagine sportiva del marchio. In un contesto in cui i costruttori europei cercano un vantaggio emotivo rispetto ai rivali cinesi, il recupero di una sigla storica serve a rafforzare il legame tra elettrificazione e piacere di guida.
Presentata alla 24 Ore di Le Mans di quest’anno, la nuova E-208 GTi promette numeri da vera hot hatch. “La nuova E-208 GTi offre la potenza più alta della categoria: 281 cavalli, un po’ più dei 130 della 205 GTi”, scherza Favey. “Ha il miglior rapporto peso-potenza del segmento. L’anno scorso avevamo promesso lo 0-100 km/h in 5,7 secondi: è l’unica promessa che non abbiamo mantenuto, perché la vettura di produzione lo farà in 5,5 secondi”.
Il progetto, precisa il manager, non nasce per fare volumi. “Di solito, quando lanciamo una nuova auto, l’obiettivo è venderne il più possibile, ma non è questo il caso della GTi. Facciamo la GTi perché fa parte del nostro DNA. Crediamo che ci sia un effetto traino capace di rendere il marchio più attraente e di aiutarci a vendere 2008, 3008 o qualsiasi altro modello. La questione non è quante GTi venderemo”.
Quanto a un’estensione della famiglia GTi, Favey non chiude del tutto la porta, ma fissa una condizione precisa: “Non ci sarà un’altra GTi se non sarà una vera GTi”. Un’eventuale evoluzione ibrida “potrebbe esserci”, ammette, ma senza compromessi. Nessuna apertura, invece, a un SUV sportivo con la sigla storica: “No. GTi significa hot hatch. Non può diventare un hot SUV. Forse altri lo fanno, ma noi non lo faremo”.


Commenti
Posta un commento