Audi Q7 e Q9: addio maniglie elettroniche

Audi Q9

La Casa dei Quattro Anelli ha rivisto una scelta tecnologica sui nuovi SUV premium, riportando in extremis il progetto verso una soluzione più convenzionale per le maniglie delle portiere. A confermare la decisione è stato il CEO Gernot Döllner, che ha spiegato come la scelta sia maturata dopo i test finali: la semplicità d’uso conta più dell’effetto scenico

“Un elemento speciale di cui sono davvero orgoglioso riguarda un tema piuttosto convenzionale: le maniglie delle porte”, ha dichiarato Döllner, sottolineando con una certa soddisfazione il ritorno a una componente apparentemente semplice ma decisiva nell’uso quotidiano. “Le abbiamo cambiate 45 settimane fa e siamo stati felici di poterlo fare”.

Il ripensamento è arrivato molto tardi nel ciclo di sviluppo. Secondo Döllner, Audi aveva già definito per Q9 e Q7 un sistema di apertura più innovativo, ma il verdetto del test drive finale ha cambiato la rotta: “Avevamo progettato un concetto innovativo di maniglia. Poi abbiamo fatto un ultimo test drive e ci siamo detti: è innovativo, ma dal punto di vista del cliente è peggiore di una maniglia tradizionale. E siamo stati assolutamente fortunati a poter cambiare”.

Per un costruttore, intervenire su un elemento di carrozzeria quando componenti produttivi e packaging sono già sostanzialmente definiti significa affrontare un’operazione complessa. “Normalmente servono due anni per cambiare le maniglie, ma i nostri ingegneri della carrozzeria hanno fatto un lavoro straordinario e siamo stati anche un po’ fortunati perché la modifica ha funzionato dal punto di vista del packaging”, ha aggiunto il numero uno di Audi, riconoscendo il ruolo degli ingegneri nella modifica dell’ultimo minuto.

Audi Q7

La filosofia alla base della decisione è stata sintetizzata dallo stesso Döllner con una frase che fotografa bene il cambio di priorità: “Siamo davvero felici di avere queste maniglie tradizionali: non è un’innovazione, è semplicemente una buona soluzione”. In altre parole, per un SUV full-size destinato a un utilizzo familiare e quotidiano, la praticità ha avuto la meglio sull’effetto tecnologico.

Il sistema scartato prevedeva una piccola aletta sulla porta, azionata da un effetto piezoelettrico: bastava un tocco leggero per attivare l’apertura elettromeccanica. Döllner ha precisato che quella soluzione non è stata archiviata del tutto, ma verrà destinata a un altro modello europeo in un segmento diverso, cioè la nuova A2 e-tron, che adotterà quindi le maniglie elettroniche per ottimizzare l'efficienza aerodinamica: “Su un SUV full-size, con esigenze di utilizzo quotidiano, semplicemente non funziona”.

La decisione è maturata in parallelo al dibattito cinese sulle maniglie non convenzionali, ma Döllner ha chiarito che non sarebbe stata quella la motivazione principale del cambio di progetto. Nel caso di Q7 e Q9, il punto non era inseguire la tendenza delle maniglie a filo o sensibili al tocco, bensì garantire un’interazione più immediata, fisica e affidabile per il cliente.

Il ripensamento non si è limitato alle portiere. Döllner ha spiegato che Q7 e Q9 sono stati i primi due modelli sui quali ha potuto intervenire in modo concreto dopo il suo arrivo alla guida di Audi circa due anni e mezzo fa. L’intervento ha riguardato anche console centrale, portabicchieri, pannelli porta, comandi fisici dedicati, raffreddamento dell’abitacolo, sedili e tetto panoramico, con l’obiettivo dichiarato di riportare al centro il feedback dei clienti.

Audi Q9: la consolle centrale con portabicchieri

“Abbiamo riprogettato la consolle centrale, introducendo portabicchieri dimensionati specificamente per le iconiche tazze Stanley (tazzoni termici riutilizzabili con manico e cannuccia). Abbiamo rivisto i pannelli porta digitalizzati già visti su A5, A6 e Q5, tornando a comandi fisici dedicati. Inoltre, abbiamo ottimizzato la climatizzazione dell'abitacolo e rivisto l'intera architettura del tetto. Tutto questo mantenendo una chiara attenzione cliente”, ha dichiarato Döllner.


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