Mini Countryman, la versione outdoor si prepara al debutto
La nuova interpretazione avventurosa del SUV compatto Mini sarà svelata a ottobre dopo i test negli USA, sulle Rocky Mountains, del prototipo con assetto rialzato, pneumatici all-terrain e una tenda sul tetto
Mini prepara una variante più fuoristradistica della Countryman, pensata per intercettare la crescente domanda di SUV compatti dal look avventuroso e dalle capacità all-road. Il prototipo, ancora parzialmente camuffato, è stato mostrato durante i collaudi sulle Montagne Rocciose, negli Stati Uniti, dove la Casa sta mettendo alla prova una configurazione con assetto rialzato, pneumatici tassellati e accessori dedicati alla vita all’aria aperta.
Per ora il modello viene indicato soltanto come nuova Countryman Edition, ma il posizionamento appare chiaro: non una semplice serie speciale, ma una declinazione più orientata all’outdoor del SUV Mini. Il debutto ufficiale è previsto per il prossimo mese di ottobre, quando saranno comunicati dettagli tecnici, disponibilità e mercati di riferimento.
Jean-Philippe Parain, numero uno di Mini, ha descritto il progetto come un passo naturale per un marchio che vuole trasformare ogni viaggio in un’esperienza. La nuova Countryman punta infatti a combinare carattere, praticità e maggiore libertà d’uso, con un’immagine più vicina al mondo dei viaggi in fuoristrada.
La scelta delle Rocky Mountains non è casuale: altitudine, fondi sconnessi, sterrati e condizioni meteo variabili offrono uno scenario credibile per validare assetto, trazione e robustezza complessiva. Dalle immagini diffuse emergono cerchi specifici, pneumatici all-terrain e una tenda da tetto, elementi che anticipano una personalità più concreta rispetto alle consuete personalizzazioni di stile.
Il progetto si inserisce in una strategia più ampia: riportare al centro special edition, collaborazioni e possibilità di personalizzazione. Holger Hampf, responsabile del design Mini, ha indicato l’outdoor lifestyle come uno dei territori più interessanti per il marchio, dopo i concept sviluppati con Vagabund e le edizioni capaci di interpretare mondi diversi, dalla moda alle prestazioni.
“Consideriamo Mini come una tela bianca, pronta a cambiare pelle e a interpretare caratteri profondamente diversi”, ha spiegato Hampf. “Prendiamo ad esempio l'edizione firmata Paul Smith: modaiola e urbana. O una John Cooper Works: graffiante, sportiva e quasi da pista, se guardiamo ai passati modelli GP. Fino ad arrivare ai concept Deus Ex Machina, dall'anima più grezza e "fai-da-te". Il nostro obiettivo è garantire che le opzioni di personalizzazione permettano ai clienti di esprimere al meglio questi differenti stili di vita. Dobbiamo rimettere al centro le preferenze individuali: è proprio questo che impariamo da queste collaborazioni e dalle edizioni speciali del passato”.
La futura Countryman off-road dovrà quindi fare qualcosa di più che aggiungere dettagli scenografici: dovrà dimostrare che Mini può estendere la propria identità anche oltre l’asfalto, senza perdere il linguaggio distintivo che ha reso riconoscibile il marchio. Il verdetto arriverà a ottobre, con la presentazione della versione definitiva.





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