Alpine A 110 EV, sfida elettrica a Goodwood
Piattaforma su misura, peso contenuto e baricentro basso: così la nuova coupé francese punta a restare fedele al proprio DNA sportivo per portare il piacere di guida tradizionale nella mobilità a zero emissioni
La nuova Alpine A110 elettrica si prepara a mostrarsi al Goodwood Festival of Speed, in programma dal 9 al 12 luglio prossimi, in veste di prototipo, segnando uno dei passaggi più delicati nella transizione del marchio francese verso una gamma sportiva a zero emissioni. La promessa è ambiziosa: conservare il carattere leggero e reattivo della berlinetta originale, ma con prestazioni capaci di mettere nel mirino le migliori rivali a motore termico.
Il richiamo alla tradizione è evidente: dalla A110 protagonista nei rally degli anni Settanta all’attuale coupé, Alpine vuole trasformare la sua icona senza snaturarne la filosofia. Per questo la terza generazione nasce attorno a una piattaforma dedicata, sviluppata per privilegiare peso contenuto, distribuzione delle masse e piacere di guida.
UNA PIATTAFORMA SVILUPPATA SU MISURA
A differenza della Alpine A290, derivata dall’architettura AmpR della Renault 5, e del SUV A390, basato su una versione profondamente rivista della piattaforma AmpR-Medium, la A110 EV sarà il primo modello del marchio costruito sulla Alpine Performance Platform.
Secondo Renault, questa base tecnica permetterà alla nuova coupé di restare fedele al DNA Alpine e, allo stesso tempo, di superare le sportive a benzina di riferimento. Il bersaglio dichiarato è anche simbolico: battere una Porsche 718 Cayman, nonostante il peso aggiuntivo imposto dalla trazione elettrica.
Lo scorso marzo, nel corso della presentazione del nuovo piano strategico denominato “futuREady”, Alpine ha reso note le simulazioni eseguite sul Nürburgring, sostenendo che la sua coupé a zero emissioni sia in grado di battere le rivali a benzina, grazie all'architettura in alluminio, che ha permesso di ridurre il peso e all'intelligente gestione della coppia dei suoi motori ad alte prestazioni.
BATTERIE DIVISE E BARICENTRO BASSO
Le simulazioni citate nel piano strategico “futuREady” indicano prestazioni superiori rispetto alle rivali con motore termico, grazie a una combinazione di scocca in alluminio, massa contenuta e gestione istantanea della coppia. È qui che Alpine prova a costruire il vantaggio competitivo della sua futura sportiva elettrica.
La batteria sarà suddivisa in due moduli: il pacco principale dietro l’abitacolo, secondo uno schema che richiama le coupé a motore centrale, e un modulo più piccolo all’anteriore. La soluzione punta a contenere l’altezza del tetto e a ottenere una ripartizione dei pesi 40:60 tra avantreno e retrotreno.
Al posteriore troveranno posto due motori integrati nelle ruote e un inverter al carburo di silicio, riuniti in un assale elettrico “3-in-1”. Il sistema Alpine Active Torque Vectoring distribuirà la coppia tra le ruote posteriori ogni 10 millisecondi, lavorando su trazione, stabilità e precisione d’inserimento.
KRIEF LASCIA APERTA LA PORTA AL TERMICO
Philippe Krief, CEO di Alpine e Chief Technology Officer (CTO) del Gruppo Renault ha confermato che la piattaforma APP è compatibile anche con motori a combustione interna, pur chiarendo che non esiste ancora una decisione industriale in questa direzione. “Sì, la piattaforma è progettata per ospitare motori a combustione interna (ICE). Questo non significa che lo faremo, ma siamo pronti” ha detto Krief.
“La cosa più importante è offrire un prodotto eccellente. I clienti non comprano auto sportive perché ne hanno bisogno, ma perché le desiderano. Quindi dobbiamo creare qualcosa di eccezionale; non importa se si tratta di un'auto elettrica oppure no.” Il messaggio è pragmatico: Alpine vuole prima di tutto offrire un prodotto desiderabile e coerente con la propria identità sportiva.
La flessibilità della base tecnica apre anche ad altre possibili varianti: una A110 Spyder con capote in tela, una versione a trazione integrale e persino una sportiva 2+2. Più avanti, la stessa architettura potrebbe servire per la futura A310, modello più grande e posizionato in una fascia superiore.
I NUMERI CHIAVE: 1.450 KG E OLTRE 560 KM
Il dato più interessante resta il peso: circa 1.450 kg (valore simile a quello di Porsche Cayman GT4 RS), valore contenuto per una sportiva elettrica. A questo si aggiungono l’architettura a 800 volt e un’autonomia dichiarata superiore a 560 km, con Krief che ha indicato come obiettivo anche la soglia dei 600 km. La potenza dei due motori posteriori non è stata ancora comunicata, ma Alpine parla di valori “più che sufficienti”.
IL RUOLO STRATEGICO DELLA NUOVA A110
La produzione resterà a Dieppe, stabilimento simbolo per Alpine e tassello centrale della strategia con cui Renault vuole trasformare il marchio in un riferimento premium tra le sportive elettriche. La visione del Ceo Luca de Meo, prima di lasciare l'incarico, era quella di creare la risposta francese alla Porsche. "La A110 è il nostro prodotto iconico, la Porsche 911 di Alpine", aveva affermato. Per coincidenza, la prima coupé A110 – equipaggiata con un motore Renault a quattro cilindri in linea – ha debuttato nel 1963, lo stesso anno in cui nacque la 911.
Dopo il debutto statico a Goodwood, la presentazione definitiva potrebbe arrivare entro fine anno, con commercializzazione prevista all’inizio del 2027. Alla A110 si affiancherà poi la più grande Alpine A310, una coupé e cabriolet 2+2 basata sulla stessa piattaforma, che si prospetta come una diretta concorrente della Porsche 911. Luca de Meo aveva dichiarato: "Irrazionalmente, abbiamo deciso di investire in una piattaforma per auto sportive altamente modulare che sarà alla base della prossima generazione di A110. La piattaforma APP è il cuore di Alpine. La priorità è sviluppare tre o quattro modelli partendo da questa piattaforma, poi vedremo cosa succederà".
Stilisticamente la nuova A110 elettrica sarà fedele alle sue antenate e quindi immediatamente riconoscibile, come ha fatto Porsche per la 911. "Per i marchi premium, è necessaria una certa coerenza, un senso di appartenenza", ha spiegato Luca de Meo. “Ci saranno sempre alcuni elementi distintivi di Alpine che permetteranno di riconoscere i prodotti anche da 200 metri di distanza.”
Alpine avrebbe inoltre in programma di realizzare un altro modello come la A110 R Ultime, derivata dalla attuale A110. Questa nuova edizione ad alte prestazioni, pensata per la pista, potrebbe diventare un riferimento per future versioni speciali della nuova A110, destinate a competere con la gamma GT di Porsche. Si tratta di un piano ambizioso, che dovrebbe includere anche una supercar ibrida da 1.000 CV e un SUV più grande, qualora Alpine decidesse di puntare sul mercato statunitense. Ma perché dovrebbe funzionare, visto che le case automobilistiche francesi hanno generalmente fallito nel conquistare il segmento premium?
Luca de Meo ha sempre sostenuto che la transizione all'elettrico sia un grande livellatore. "Più o meno, siamo alla pari con gli altri. Tutti stanno imparando, tutti stanno investendo nella tecnologia delle batterie e nei motori elettrici. Non abbiamo un divario di 100 anni da colmare, quindi potrebbe essere un'opportunità per noi. Nella prima generazione, le auto elettriche sono state, per lo più, elettrodomestici come le lavatrici: piuttosto brutte e prive di emozioni. Forse possiamo dimostrare che la tecnologia delle auto elettriche può essere divertente e può infondere un'anima. La filosofia originaria di Alpine era quella di fare di più con meno, utilizzando materiali e leggerezza, invece di realizzare un oggetto imponente con batterie enormi. È esattamente questa la finestra di opportunità che oggi."


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