Abarth e il ritorno del termico: lo Scorpione cerca una nuova strada

Il marchio sportivo di Fiat valuta nuove soluzioni a benzina, ma la compatta più iconica resta una sfida tecnica complessa. Grande Panda, 600 e mercati extraeuropei aprono scenari alternativi

Dopo mesi di dichiarazioni prudenti, il messaggio che arriva dai vertici Fiat e Abarth cambia registro: lo Scorpione ha bisogno di tornare a proporre almeno un modello con motore termico. Non si tratta ancora di un annuncio di prodotto, ma di un segnale politico e industriale forte, destinato a riaccendere l’interesse degli appassionati e a riaprire il dibattito sull’identità del marchio.

STELLANTIS HA RIAPERTO IL DOSSIER ABARTH

Olivier François, amministratore delegato di Fiat e Abarth, in una recente intervista alla rivista automobilistica francese L’Argus ha confermato con parole molto nette una convinzione ormai evidente: “Abarth ha bisogno di motori a combustione interna. È chiarissimo. Ci stiamo lavorando”. Una frase che pesa, perché arriva dopo il passaggio a una gamma composta esclusivamente da modelli elettrici.

Con l’uscita di scena delle Abarth 595 e 695, il marchio ha affidato la propria immagine alle full electric 500e e 600e. Le prestazioni non mancano, soprattutto nel caso della 600e, ma per una parte consistente della clientela storica l’esperienza Abarth resta legata a elementi che sono meno misurabili: il sound dello scarico, la risposta del turbo, la leggerezza, la possibilità di intervenire sulla meccanica e quella cultura della personalizzazione che ha alimentato raduni, preparatori e community.

PERCHÉ LA 500 È LA SFIDA PIÙ COMPLESSA

Il ritorno alla benzina, però, non è una semplice questione di volontà. La candidata più naturale, la Fiat 500, è anche la più difficile da trasformare in una nuova Abarth termica. L’attuale piattaforma è nata con una forte impostazione elettrica e l’integrazione del piccolo propulsore tre cilindri della 500 Hybrid ha già richiesto interventi importanti.

Portare sotto il cofano un propulsore ben più potente, degno dello Scorpione, significherebbe ripensare raffreddamento, trasmissione, assetto, impianto frenante e omologazione. François lo ha sintetizzato senza giri di parole: “La 500 è una sfida complessa”, lasciando intendere che una soluzione realmente praticabile potrebbe arrivare solo con una futura generazione, indicativamente intorno al 2030.

ALTERNATIVE: GRANDE PANDA, 600 O MODELLI GLOBALI

Per questo il ritorno di un’Abarth con motore a combustione potrebbe non passare dalla 500. Le nuove architetture multi-energia del gruppo offrono basi più flessibili, già compatibili con alimentazioni benzina, ibride ed elettriche. In questo scenario, modelli come la Fiat Grizzly o la Fiat Grande Panda o una possibile derivazione della 600 appaiono tecnicamente più credibili e al tempo stesso industrialmente meno onerosi.

C’è poi il precedente del Brasile, mercato in cui Fiat ha già dimostrato di saper declinare il marchio Abarth su modelli diversi dalla 500. È un riferimento utile non tanto come trasferimento automatico in Europa, quanto come prova che lo Scorpione può vivere anche su carrozzerie e segmenti più ampi, purché restino riconoscibili carattere, prestazioni e personalità.

UNA SCELTA DI IDENTITÀ PRIMA ANCORA CHE DI PRODOTTO

Il punto centrale è che Stellantis sembra aver riconosciuto un limite della strategia esclusivamente elettrica applicata a un marchio fortemente emozionale. Abarth non vende solo accelerazione, ma un immaginario fatto di rumore, meccanica, preparazione e coinvolgimento fisico alla guida. Elementi che l’elettrico può reinterpretare, ma non sostituire del tutto agli occhi dei puristi. 

Il ritorno del termico resta quindi possibile, ma non imminente. Serviranno una base tecnica adatta, investimenti sostenibili e una soluzione compatibile con le normative europee sulle emissioni di CO₂. La porta, però, non è più chiusa: lo Scorpione ha capito di dover tornare a pungere anche con un motore a combustione. Resta da capire su quale Fiat, con quali tempi e con quanta benzina nel sangue. Le scommesse sono quindi aperte sulla forma che assumerà il ritorno del termico ad Abarth. Olivier François ha comunque voluto rassicurare: “Abarth è un marchio fondamentale. Ha un futuro. C'è una componente fortemente emozionale, in particolare per il pubblico italiano, e su questo non sento ragioni. In gamma serve almeno un'Abarth endotermica.”


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