Stellantis, piattaforme con carattere
Con il piano FaSTLAne 2030, il gruppo punta su 60 miliardi di euro di investimenti, oltre 60 nuovi modelli e la piattaforma STLA One per ridurre la complessità industriale. La sfida, sostiene Emanuele Cappellano, responsabile Europa di Stellantis, sarà condividere basi tecniche e tecnologie senza trasformare i brand in copie l’uno dell’altro
Stellantis punta a fare leva sulla scala industriale senza rinunciare alla personalità dei propri marchi. È questo il messaggio che accompagna FaSTLAne 2030, il nuovo piano con cui il gruppo prevede 60 miliardi di euro di investimenti e il lancio di oltre 60 nuovi modelli, mentre prepara il debutto della piattaforma STLA One come architettura chiave del prossimo ciclo di prodotti.
Secondo Emanuele Cappellano, responsabile Europa di Stellantis, la crescente adozione di piattaforme e tecnologie comuni non porterà a un appiattimento dell’offerta, ma a una maggiore differenziazione tra i marchi del gruppo. La strategia punta a razionalizzare la spesa, accelerare lo sviluppo dei prodotti e concentrare il 70% degli investimenti destinati a marchi e prodotto su quattro brand globali: Fiat, Jeep, Peugeot e Ram.
In questo quadro si inserisce STLA One, la nuova architettura modulare su cui Stellantis intende costruire una parte rilevante dei futuri veicoli, integrando software, architettura elettrica e nuove tecnologie come lo steer-by-wire. Cappellano ha precisato che la distinzione tra marchi globali, regionali e di nicchia non implica una gerarchia di valore, ma riflette una diversa tempistica degli investimenti.
Peugeot, per esempio, sarà il primo marchio a debuttare sulla piattaforma STLA One nei segmenti B e C. I modelli successivi, però, non dovranno essere semplici derivazioni dello stesso progetto, bensì prodotti con una propria identità, costruiti attorno alle caratteristiche specifiche di ciascun marchio.
Secondo il manager, la differenziazione riguarderà prima di tutto design, tipologia di carrozzeria, proporzioni e attributi distintivi del brand. L’obiettivo è rafforzare proprio quegli elementi che rendono riconoscibili i marchi principali del gruppo, evitando che la condivisione tecnica si traduca in veicoli percepiti come intercambiabili.
Cappellano ha inoltre sottolineato che STLA One è un’architettura completamente nuova e non una semplice evoluzione di STLA Medium. La scelta, ha spiegato, risponde all’esigenza di migliorare la competitività nel mercato dei veicoli elettrici a batteria attraverso una piattaforma progettata fin dall’origine per supportare in modo efficiente le nuove tecnologie del gruppo.

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