Renault reinventa la Twingo: arriverà nel 2026 e sarà un’elettrica che costerà meno di 20.000 euro

L’erede, anche nel design, della piccola monovolume lanciata sul mercato 30 anni fa, offrirà il miglior consumo nella sua categoria e prezzi alla portata di tutti, come le concorrenti cinesi

La linea è quella, aggiornata in chiave moderna, della piccola monovolume presentata da Renault nel 1992, in ottobre, al Salone di Parigi e commercializzata nel 1993. 

Lunga 3,43 metri, ma con ben 2,35 metri di passo, larga 1,63 e alta 1,42 metri la prima Twingo era stata progettata per massimizzare spazio e abitabilità in una vettura che aveva le dimensioni di un’utilitaria.

La Twingo elettrica che debutterà nel 2026 riprende molti dettagli stilistici della prima serie.


La nuova Twingo elettrica riprende dalla prima serie il frontale spiovente, l’ampio parabrezza, i grandi gruppi ottici anteriori in rilievo, le prese d’aria sul cofano, la fiancata con superfici lisce e continua interrotte dalle due grandi portiere, il posteriore dall’andamento verticale con la fanaleria tondeggiante.


Per la nuova Twingo a zero emissioni, la Renault ha anticipato una media consumi da riferimento per una citycar: 10 kWh/100 km, accompagnata da una riduzione del 75% delle emissioni di CO2 nel corso del suo ciclo di vita rispetto all’attuale media delle vetture a motore termico: un risultato ottenuto grazie anche a una riduzione del consumo di materie prime. 

Il prezzo sarà inferiore a 20.000 euro, ciò significa che la nuova Twingo costerà meno di 100 euro al mese. Per la cronaca, la prima Twingo era in vendita, nel 1993, a un prezzo di circa 134milioni di lire. 


Luca de Meo, Ceo del Gruppo Renault, ha dichiarato che la nuova Twingo “contribuirà alla diffusione di massa e alla democratizzazione delle auto elettriche” e che il progetto di questo modello si ispira alle kei car giapponesi, auto a prezzi accessibili con dimensioni e potenza contenute entro limiti prestabiliti. In Giappone, che nel 2022 ha totalizzato 4,2 milioni di immatricolazioni, una vettura su 3 venduta è una kei car.

“Mi piace molto l’idea di tradurre nel linguaggio stilistico europeo il concetto delle kei car che circolano in Giappone. È un’idea intelligente perché” ha sottolineato Luca de Meo “non è solo una questione di prodotto ma è l’insieme di prodotto e normative che garantisce una mobilità efficiente e a basso impatto ambientale”. 

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