Maserati: l’erede del Suv Levante punterà su artigianalità e lusso italiano

La Casa del Tridente prepara il ritorno nel segmento dei grandi SUV di prestigio con un modello dal carattere più raffinato che estremo: un progetto ancora riservato, ma costruito attorno a eleganza, lavorazione manuale e identità di marca

Maserati prepara il ritorno nel segmento dei grandi SUV di lusso, ma non intende trasformare il nuovo Levante in una risposta diretta a Ferrari Purosangue e Lamborghini Urus. È questo il messaggio, volutamente prudente ma strategicamente significativo, emerso dalle parole dell’amministratore delegato Santo Ficili. In un mercato in cui gli ultra-luxury SUV italiani sono diventati prodotti ad altissima redditività, la Casa del Tridente vuole rientrare nella partita con un’impostazione più coerente con la propria identità: lusso, proporzioni, artigianalità e un’eleganza meno muscolare rispetto alle rivali più estreme. 

Il precedente Levante è uscito di produzione nel 2024, portando con sé anche il V8 biturbo 3.8 litri di derivazione Ferrari da 590 CV. Oggi la gamma SUV di Maserati è affidata alla Grecale, più compatta e posizionata un gradino sotto per dimensioni e prezzo. Ma Ficili ha confermato che il marchio sta lavorando al ritorno nel segmento del Levante, con il supporto di un potenziale partner industriale.

Ficili non ha indicato chi possa essere il partner, ma ha lasciato intendere che il piano sarà svelato a breve. Maserati terrà un investor day a Modena prima della fine dell’anno e, ha spiegato il manager, in quell’occasione comunicherà “al mondo” come intende tornare in questo segmento chiave. È, di fatto, l’anticipazione più concreta del nuovo SUV. A rafforzare il quadro c’è anche la conferma di un concept Maserati atteso a ottobre al Salone dell'auto di Parigi, che potrebbe preparare il terreno al futuro Levante. 

La domanda centrale resta però il posizionamento: sfidare il Bentley Bentayga sul terreno del lusso più classico o avvicinarsi al dinamismo di Urus e Purosangue? Ficili ha risposto evitando l’etichetta più semplice. “Abbiamo il nostro territorio”, ha detto, definendolo attraverso artigianalità italiana, proporzioni corrette, eleganza degli interni e purezza del design. Tradotto: Maserati non vuole presentarsi come una Ferrari a ruote alte né come una Lamborghini più sobria, ma come un SUV di lusso sportivo con un carattere più raffinato e meno aggressivo.

È qui che la strategia diventa interessante, ma anche delicata. Parlare di design italiano e lavorazione artigianale non basta, perché anche Ferrari e Lamborghini rivendicano gli stessi valori con credenziali fortissime. Maserati dovrà quindi spiegare meglio quale sarà la promessa specifica del nuovo Levante: comfort da grande ammiraglia, personalizzazione spinta, prestazioni credibili e un’immagine meno ostentata rispetto alle super-SUV più teatrali. 

Ficili insiste sulla componente artigianale della produzione: “Facciamo tutto a mano nel nostro stabilimento di Modena”, ha dichiarato, aggiungendo che il nuovo modello andrà in questa direzione. Il punto politico è altrettanto importante. Ficili guida sia Alfa Romeo sia Maserati, ma ha ribadito che solo Maserati occupa il territorio del lusso all’interno del gruppo Stellantis e che il marchio deve restare separato per piattaforme, immagine e ambizione. 

Il futuro Levante dovrà quindi dimostrare che esiste ancora uno spazio autonomo per Maserati tra Bentley, Ferrari e Lamborghini: meno estremo di Maranello e Sant’Agata, più emotivo di un SUV britannico, e soprattutto capace di riportare il Tridente al centro della scena internazionale del lusso italiano. 

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