Auto sempre più digitali, ma il software resta il punto debole
Lo studio J.D. Power evidenzia il peso crescente dei sistemi di bordo sull’esperienza degli automobilisti, tra connessioni instabili, menu complessi e nuove richieste sulla sicurezza
Le auto moderne promettono abitacoli sempre più connessi, ma il loro punto debole resta spesso lo stesso: il software. Secondo l’Initial Quality Study 2026 di J.D. Power, la qualità percepita dai clienti dipende ormai sempre più dall’affidabilità dei sistemi digitali di bordo.
L’indagine misura i problemi segnalati dagli acquirenti nei primi 90 giorni dopo la consegna, divisi in 10 categorie. Il risultato complessivo migliora rispetto allo scorso anno, ma l’infotainment resta l’area più critica: è lì che esperienza d’uso, fiducia nel veicolo e percezione della qualità si giocano oggi una parte decisiva.
Nel segmento generalista, 44,4 veicoli ogni 100 hanno registrato lamentele legate all’infotainment. Di queste, ha spiegato Frank Hanley, senior director auto benchmarking di J.D. Power, 6,1 riguardavano la connettività: Apple CarPlay, Android Auto, Bluetooth e Wi Fi.
Apple CarPlay e Android Auto pesano più di tutto il resto: sono stati “il principale singolo fattore del peggioramento anno su anno della qualità dell’infotainment”, con 3,8 problemi ogni 100 veicoli. Il Bluetooth, per confronto, si ferma a 0,5.
Il nodo, secondo Hanley, è il diverso passo tra auto e tecnologia di consumo. “Lo smartphone può aggiornarsi molto più rapidamente dell’auto”, ha spiegato. Ogni aggiornamento di Apple o Google obbliga i costruttori a verificare la compatibilità dei propri sistemi, con test complessi perché il software di bordo dialoga con decine di funzioni interconnesse.
Le criticità non riguardano solo il mirroring dello smartphone. Anche le app che gestiscono climatizzazione, chiusura delle porte o avviamento da remoto finiscono sotto osservazione. Il problema è più rilevante che in passato perché lo schermo centrale è diventato, di fatto, il pannello di comando dell’auto.
La reazione degli utenti è evidente. J.D. Power registra un aumento delle segnalazioni di guidatori distratti dagli schermi: menu profondi, pochi pulsanti fisici e operazioni di base trasferite sul touchscreen costringono a distogliere lo sguardo dalla strada. Tra chi attribuisce al veicolo un problema di distrazione, il 46% indica proprio il touchscreen come causa.
La lezione è semplice: digitalizzare l’abitacolo non basta, se l’usabilità e la fruibilità arretrano o addirittura peggiorano. Quando climatizzazione, sbrinamento o comandi di emergenza richiedono troppi passaggi, il touchscreen smette di essere un vantaggio e diventa un rischio. Anche per questo Euro NCAP spinge per il ritorno di comandi fisici dedicati: meno touch obbligatorio, più controllo immediato e sicuro alla guida.

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