Audi fa dietrofront sugli interni: meno maxi-schermi, più pulsanti e materiali premium

La Casa di Ingolstadt prepara una nuova filosofia per l’abitacolo, con un approccio più essenziale, componenti autentici e un’interazione uomo-macchina meno invasiva. Una scelta che nasce anche dai feedback dei clienti e dalle differenze tra mercati globali 

Audi Nuvolari: plancia e interni

Dopo anni passati a trasformare le plance in veri e propri tablet su ruote, Audi sembra pronta a fare marcia indietro. La casa dei quattro anelli ha infatti annunciato che la prossima generazione di interni ridurrà la dipendenza dai display giganti. L'obiettivo è rimettere al centro i comandi fisici e quei materiali premium che, in passato, hanno contribuito a rendere l'abitacolo delle vetture di Ingolstadt un luogo davvero speciale. 

Il cambio di rotta non avverrà dall'oggi al domani. I modelli in arrivo nei prossimi due anni, incluse le nuove Q7 e Q9, porteranno avanti l'attuale filosofia stilistica della plancia. Tuttavia, queste vetture lasciano già intravedere la direzione intrapresa da Audi offrendo inserti in vera ardesia, a conferma di una rinnovata attenzione per i materiali autentici. 

Rouven Mohr, responsabile dello sviluppo tecnico di Audi, ha dichiarato che la casa di Ingolstadt punta a un'integrazione più discreta della tecnologia nei futuri abitacoli, evitando di trasformare i display nel principale elemento catalizzatore della plancia, come accade oggi sulla Q7. “In passato Audi è sempre stata all'avanguardia nello sviluppo dell'infotainment. Abbiamo sempre cercato di combinare le ultime tecnologie del mondo digitale, ma facendolo in modo molto discreto e ben integrato”, ha dichiarato Mohr.  “Dedicheremo un'enorme attenzione ai materiali autentici. Se vedi un materiale che sembra metallo, deve essere metallo”, ha sottolineato Mohr. 

Audi Q7: interni con Audi Digital Stage

La franchezza di Audi rappresenta una delle prime e più chiare ammissioni, da parte di un marchio premium, del fatto che l'industria automobilistica si sia allontanata troppo rapidamente dai comandi fisici di alta qualità; elementi che i clienti, alla prova dei fatti, hanno dimostrato di apprezzare molto più di quanto inizialmente ipotizzato. 

La progressiva semplificazione degli interni era nata per rispondere alla forte pressione sui margini di guadagno, causata dai massicci investimenti nei propulsori elettrificati e nella guida autonoma. Ma alla base c'era anche la convinzione che gli automobilisti — persino nel segmento di lusso — si sentissero ormai a proprio agio nel gestire la maggior parte delle funzioni della vettura attraverso uno schermo. 

Mohr ha spiegato che i gusti dei clienti rispetto a questi temi variano a seconda della regione geografica, con gli acquirenti cinesi, europei e nordamericani che mostrano aspettative nettamente differenti. Questa divergenza regionale è proprio il motivo per cui Audi ha creato un brand separato, identificato dalla scritta a quattro lettere “AUDI”, dedicato esclusivamente alla produzione di veicoli per il mercato cinese. 

Se da un lato la casa dei quattro anelli ha mostrato più umiltà rispetto a molti concorrenti nell'ammettere che i suoi interni non hanno soddisfatto le aspettative, dall'altro i programmi di sviluppo dei veicoli continuano a richiedere tempi di gestazione molto lunghi; il che spiega perché decisioni di design prese anni fa stiano arrivando nei saloni dei concessionari soltanto adesso. 

Il cambio di rotta pianificato per il design degli abitacoli comporterà che l'era degli interni “Digital Stage” durerà appena quattro anni: un ciclo di vita straordinariamente breve per gli standard dei costruttori occidentali. In generale, Audi sta accelerando i tempi di sviluppo dei suoi prodotti per respingere l'avanzata dei nuovi rivali emergenti; per farlo, la Casa di Ingolstadt ha fatto proprie alcune lezioni sulla “velocità cinese” apprese dal partner della joint-venture SAIC. 

Tanto per fare un esempio la nuova Q7 avrebbe dovuto adottare maniglie delle portiere a scomparsa fino a una fase avanzata del suo sviluppo (una soluzione simile a quella della quinta generazione di BMW X5). Tuttavia, a pochi mesi dal debutto ufficiale della Q7, Audi ha fatto marcia indietro tornando alle maniglie convenzionali, rispondendo rapidamente ai feedback dei clienti che osteggiavano queste nuove modalità di apertura. 

“In futuro, Audi integrerà il rivoluzionario linguaggio di design degli interni "Radical Next” vogliamo essere molto discreti sia per quanto riguarda le dimensioni dei display, sia per gli elementi aptici” cioè quelle tecnologie che utilizzano il tatto per comunicare con il guidatore, simulando la risposta fisica di un pulsante tradizionale su una superficie che in realtà è liscia, digitale o touch. 

Per la cronaca, gli interni "Radical Next" rappresentano il manifesto del nuovo corso stilistico di Audi. Questa filosofia di design, guidata dal Chief Creative Officer italiano Massimo Frascella, punta su una "semplicità radicale" per rompere nettamente con l'era dei maxi-schermi e delle plance sovraccariche di tecnologia digitale. 

Si tratta di un cambio di rotta notevole, anche perché Audi è stato uno dei costruttori che ha sposato con più convinzione la filosofia degli abitacoli dominati dagli schermi, sacrificando nel percorso il suo collaudatissimo selettore rotativo MMI. Oggi, di fatto, la Casa di Ingolstadt riconosce che molti clienti — in particolare in Europa, Nord America e Australia — apprezzano ancora la presenza di comandi fisici, facili da trovare senza dover distogliere gli occhi dalla strada. 

E con i suoi principali rivali che hanno appena reinventato i propri layout di plancia, non sorprende che Audi stia valutando contromisure. Il nuovo Panoramic iDrive di BMW unisce un display da montante a montante, che si estende lungo tutta la base del parabrezza, a uno schermo touch centrale. Mercedes, al contrario, ha preso la direzione opposta, trasformando l'intera plancia di alcuni suoi modelli in un unico, gigantesco display digitale. 

Audi Nuvolari: consolle centrale con display verticale tipo tablet

Sono passati appena tre anni da quando Audi ha introdotto sulla A5 l'attuale stile della plancia digitale, ma il costruttore potrebbe aver già mostrato la direzione per il prossimo futuro. La recente supercar Nuvolari ha sfoggiato un abitacolo decisamente sobrio, caratterizzato da un classico quadro strumenti con palpebra antiriflesso e da un display a sviluppo verticale (in stile tablet) posizionato in basso sulla consolle centrale. Anche la Concept C roadster, che evoca le linee della TT, ha debuttato lo scorso anno anticipando un modello di produzione per il 2027, e ha mostrato un approccio altrettanto discreto; questa volta, però, il tablet centrale è montato sulla plancia in configurazione orizzontale (landscape). 

Audi Concept C: plancia e interni

Entrambe le soluzioni vantano un look moderno senza risultare eccessive, ed integrano rotelle di selezione fisiche direttamente sulle razze del volante. “Crediamo che faccia parte del nostro DNA avere anche degli elementi fisici, come pulsanti e rotelle di selezione”, ha dichiarato Mohr. “E ognuno di questi comandi deve restituire il classico "click" Audi, offrendo quel feeling e quel feedback tattile inconfondibili”.

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