Gernot Döllner (Ceo Audi): “Ribattezzare A5 l'erede della A4 è stato un errore”
Il numero uno della Casa automobilistica tedesca ha riconosciuto che utilizzare la denominazione A5 per la nuova A4 è stata una decisione sbagliata: il feedback di clienti e concessionari ha rivelato che il tentativo di semplificare la gamma modelli ha avuto in realtà l'effetto opposto
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| Audi A5 |
Audi ha ufficialmente riconosciuto che una delle sue decisioni più significative degli ultimi anni, ovvero abbandonare il nome A4 in favore di A5, è stata sbagliata. Il feedback di clienti e concessionari ha rivelato che il tentativo di semplificare la gamma modelli ha avuto l'effetto opposto. La nuova denominazione faceva parte di una strategia presentata nel 2023. Audi intendeva riservare gli indici dispari per le auto con motori a combustione interna e quelli pari per i veicoli elettrici.
Sulla base di quella logica, la nuova generazione della berlina e della station wagon A4, commercializzata a partire dalla seconda metà del 2024, è stata unificata sotto la denominazione A5, precedentemente utilizzato per le versioni coupé e Sportback. Cambiamenti simili avevano coinvolto anche le varianti sportive, incluso il passaggio da S4 a S5.
La denominazione A4 è in uso dal 1994 ed è diventata una delle più riconoscibili all’interno della gamma Audi. Clienti e concessionari hanno trovato il nuovo nome confuso, soprattutto perché l'auto è rimasta sostanzialmente la stessa. Di conseguenza, la Casa ha abbandonato ulteriori sviluppi di questo schema e ha mantenuto i nomi familiari per i modelli futuri, inclusa la A6 a benzina, che non è diventata una A7.
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| Audi A5 Avant |
Il Ceo di Audi, Gernot Döllner, ha confermato che l'azienda è tornata alla logica tradizionale e continuerà ad utilizzarla: le lettere A e Q per identificare, rispettivamente, le vetture a pianale basso e a pianale alto (SUV), mentre i numeri consentiranno una chiara classificazione indipendentemente dal tipo di propulsione.
La precedente distinzione tra tecnologie elettrica e termica, basata sui numeri pari e dispari, è stata definitivamente abbandonata: ne consegue che grazie alla nuova identificazione legata a dimensioni e posizionamento, i modelli full electric potranno condividere con quelli termici la medesima combinazione di lettere e numeri.
La differenziazione continuerà ad essere legata alla diversa nomenclatura dei body type – ad esempio Avant, Sedan o Sportback – e alla sigla identificativa dei sistemi propulsivi: e-tron (full electric), TFSI e (plug-in), TFSI (benzina) e TDI. Il primo nuovo modello che ha recepito tale nomenclatura è stata la nuova generazione di Audi A6 con tecnologia termica. Grazie alla sigla identificativa del sistema propulsivo, ad esempio Audi A6 Avant TFSI o TDI, il modello è chiaramente identificabile rispetto ad Audi A6 Avant e-tron, full electric.
Non è la prima volta che in Audi, per semplificare e al tempo stesso fare i perfezionisti, finiscono per fare confusione con numeri e sigle. Surreale, a tal proposito, la particolare nomenclatura, introdotta a partire dal 2017 sulla nuova ammiraglia A8.
Tale nomenclatura prevedeva la sigla "30" per tutti i modelli con potenze comprese fra 110 e 130 Cv, per arrivare progressivamente a 35 (150-163 Cv), 40 (170-204 Cv), 45 (170-204 Cv), 50 (210-230 Cv), 55 (245-275 Cv), 60 (320-340 Cv) e 70 per i modelli da oltre 530-540 Cv, in quest’ultimo caso non adottata poiché per le versioni ad alte prestazioni (S ed RS) era stata mantenuta la (evidentemente non superata) indicazione tradizionale, abbinando poi ogni sigla ai classici badge TFSI, TDI e quattro, a simboleggiare rispettivamente l'alimentazione a benzina (anche elettrificata), diesel e la trazione integrale.
Dietmar Voggenreiter, all’epoca responsabile di vendite e marketing della casa dei Quattro Anelli, la spiego così: “La chiara logica della futura denominazione in base alle prestazioni del motore rende possibile la differenziazione dei livelli di potenza”. Secondo il manager, per i clienti l’indicazione della cilindrata era destinata a perdere di importanza con la sempre maggiore rilevanza delle alimentazioni alternative.
In un momento in cui i powertrain alternativi stanno assumendo sempre maggiore importanza – aveva spiegato Voggenreiter -, il numero dei cilindri o la cilindrata stanno diventando indicatori sempre meno importanti delle caratteristiche di un’auto. Grazie alla nuova nomenclatura – aveva aggiunto -, la chiarezza e la logica di definizioni relative alla potenza renderà possibile ai nostri clienti distinguere tra diversi livelli di prestazioni”.
Non è andata così, ma si sa: nessuno è perfetto, nemmeno i tedeschi e tantomeno Audi.


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